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Basilica di San Petronio | XXII Cappella della Madonna della Pace - Basilica di San Petronio
La cappella della Madonna della Pace fu dedicata a Santa Maria de’ Rustigani, dal titolo di una delle chiese atterrate per far posto alla basilica.
Cappella della Madonna della Pace
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XXII. Cappella della Madonna della Pace

 

Un tempo dedicata a Santa Maria de’ Rustigani, dal titolo di una delle chiese atterrate per far posto alla basilica petroniana.

La bella ancona in legno dorato e laccato, opera dell’intagliatore barocco Francesco Casalgrande (1727), racchiude un frontale dipinto su tavola, attorno al 1525 da Giacomo Francia che raffigura il Padre Eterno in gloria d’angeli e quattro giovani musicanti (si pensa che la figura del Padre sia stata ridipinta da Guido Reni).

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Un’apertura cruciforme, al centro del frontale, evidenzia l’immagine della Madonna della Pace, scolpita in pietra d’Istria dallo scultore tedesco Giovanni Ferabech nel 1394 per il basamento della facciata, poi, più volte, pesantemente ritoccata.

 

Sulla sinistra c’è una statua in cotto del XV secolo che rappresenta la figura supina del soldato Scipione degli Eremiti che, secondo una leggenda attribuita allo storico Cherubino Ghirardacci (1519-98), nel 1405, sconvolto per aver perso una notevole somma di denaro al gioco, si fosse scagliato contro l’immagine mariana, al tempo posta all’esterno della basilica, troncando col pugnale due dita al Bambino.

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Scipione fu condannato alla forca, ma poi, votatosi a Dio e alla Madonna, miracolosamente ne rimase indenne e, di conseguenza, il Pretore gli risparmiò la vita. Il soldato fece dunque collocare l’immagine all’interno del tempio che, da allora, viene profondamente venerata dai fedeli.

 

La cappella fu decorata la prima volta all’inizio del XV secolo e, in un secondo momento, nel 1520 circa, da vari pittori fra cui il Bagnacavallo , l’ Aspertini e Girolamo da Treviso .

Tutte queste opere però scomparvero nel 1727, quando la cappella ebbe l’aspetto attuale con i due grandi dossali laterali che sostengono, a sinistra, la statua in cotto di Scipione degli Eremiti giacente con il pugnale in mano (di autore ignoto sec. XV), e che coprono le poche tracce salvatesi delle figure votive dipinte da Giovanni da Modena, Francesco Lola ed altri attorno al 1420.

Al centro del pavimento si trova la tomba di Bartolomeo Dal Monte, (Bologna, 4 novembre 1726 – Bologna, 24 dicembre 1778), la cui salma fu traslata in loco nel 1808, è stato un presbitero italiano, un importante predicatore di missioni popolari.

È stato beatificato da papa Giovanni Paolo II il 27 settembre 1997 in Piazza Maggiore.

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