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Basilica di San Petronio | XXI Cappella di Santa Brigida - Basilica di San Petronio
La cappella di Santa Brigida, sino al 1415 era dedicata a S. Tecla, poi Pepoli nel 1568. Sull'altare si trova il polittico dipinto da Tommaso Garelli 1477.
Cappella di Santa Brigida
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XXI. Cappella di Santa Brigida

 

Fino al 1415 dedicata a S. Tecla, già della famiglia Pepoli che la ebbe nel 1568.

Durante il restauro generale del 1904 venne rifatta la cancellata a similitudine di quella antica della cappella di San Michele (IX), venne riaperto il finestrone e sull’altare fu posto il polittico, dipinto su tavola da Tommaso Garelli (1477), su commissione dei sedici Riformatori dello Stato di Libertà per la loro cappella (X di Santa Barbara).

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Il polittico rappresenta: al centro la Madonna con il Bambino fra i santi Paolo, Giovanni Battista, Pietro e Giacomo; nelle cuspidi, il Cristo in pietà al centro fra i santi evangelisti, Marco Giovanni, Luca e Matteo; nella predella, San Petronio al centro fra i santi, Domenico, Ambrogio, Sebastiano e Rocco, Floriano, Francesco e gli stemmi del Comune bolognese ai lati.

Il prezioso dipinto mostra influssi squarcioneschi mediati attraverso l’arte di Marco Zoppo, pittore amico del Garelli, ma anche la conoscenza delle opere dei contemporanei artisti fiorentini.

 

Nel 1904 venne realizzato anche il cassone che contiene il polittico con il sovrastante busto di Santa Brigida in cotto policromo, opera di Giovanni Romagnoli. Il paliotto in broccato è del XVI secolo.

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Molto interessanti sono pure i dipinti votivi che ornano le pareti laterali della cappella. Da sinistra essi rappresentano: Madonna con il Figlio in trono, assai ritoccato, di autore ignoto (1460-1465); S. Francesco, di Michele di Matteo (1430); S. Petronio con il graziato alla gogna, forse di Giovanni da Modena (1415); i santi Giovanni Evangelista, Pietro, Antonio abate e Cristoforo con l’offerente Aldrovandi di Saracino, firmato da Francesco Lola e datato 1419; S. Caterina di Alessandria, molto guastato, di un seguace di Jacopo di Paolo (1420-1425).

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Seguono, sulla parete destra, dipinti molto rovinati di ignoto pittore della fine del XIV secolo.

Al pilone fra XXI e la XXII cappella si trova accostata l’ultima delle quattro croci medievali qui trasportate nel 1798. La croce dei Martiri (sec. XI), detta anche dei santi Fabiano e Sebastiano, precedentemente collocata entro apposita edicola, circa a metà dell’odierna via Montegrappa.

Essa mostra: in primo piano, il mistico agnello da cui si diramano geometrici girali di foglie d’acanto; sul retro, un regolare intreccio di vimini nel braccio verticale che si trasforma in girali di acanto nel braccio orizzontale.

 

Sulla croce, attorno alla memoria del trasporto nella basilica delle quattro antiche croci, si trovano alcuni affreschi risalenti al secondo decennio del XV secolo, attualmente non in buone condizioni.

Ai lati della memoria s’intravedono le figure di Sant’Antonio abate e di un altro santo non identificabile, mentre al di sotto si trovano le due scene del martirio di Santa Caterina di Alessandria, firmata da Luca di Perugia , e dell’incredulità di San Tommaso, opera di Giovanni da Modena.

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