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Basilica di San Petronio | XIX Cappella di Santa Croce - Basilica di San Petronio
Sull’altare della cappella di Santa Croce vi è un'opera singolare e di alta qualità espressiva realizzata dal bolognese Ercole Banci del sec. XVI.
Cappella di Santa Croce
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XIX.Cappella della Santa Croce

 

Di appartenenza alla Società dei Notai la cappella della Santa croce presenta una ricchissima transenna in marmo con grate in ferro, eseguita da intagliatori appartenenti alla bottega di Albertino Rusconi da Ferrara fra il 1481 ed il 1483, reca nel basamento lo stemma della Società dei Notai e alla Pietà nella lunetta, vi appaiono i ritratti dei primi preconsoli della Società, Rolandino Passaggeri e Pietro da Anzola.

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Sull’altare vi è un Crocifisso dipinto su tavola sagomata alla maniera antica, con l’allegorico pellicano, la Madonna e San Giovanni ai capi croce, opera singolare e di alta qualità espressiva realizzata dal bolognese Ercole Banci (inizio del secolo XVI).

La copertura goticheggiante del Crocifisso ed il paliotto sono opera di Achille Casanova (1907) il quale restaurò anche il basamento a finti broccati.

Tale basamento incornicia vari affreschi votivi, tutti eseguiti, ma da mani diverse nella prima metà del sec. XV

Essi rappresentano nell’ordine, da sinistra: S. Antonio di Padova, di Pietro Lianori (1435); S. Floriano con due offerenti, di autore ignoto (1420-1425); S. Lorenzo, di Giovanni da Modena (1415); i santi Cristoforo e Biagio con l’offerente, firmato da Francesco Lola (1419).

 

Seguono alcuni affreschi, dei primissimi anni del sec. XV tutti di mano ignota, rovinati da infiltrazioni di umidità, fra cui una Madonna con un santo barbuto e Santo vescovo (di questi permangono le sole teste); Sant’Antonio abate (manca la parte bassa della figura).

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Seguono infine alcuni frammenti di affreschi distaccati provenienti da altri luoghi della basilica: gruppo di angeli musicanti, presepe e Madonna con il Bambino in trono, tutti attribuibili a Pietro Lianori.

 

La celebre vetrata della cappella venne eseguita fra il 1464 e il 1466 dal frate domenicano tedesco Jacob Griesinger (il beato Giacomo da Ulma), su disegno di Michele di Matteo; nel rosone presenta il Cristo risorto e nelle bifore il consueto motivo dell’Annunciazione con vari Santi. Particolarmente piacevole è l’intonazione cromatica della vetrata che alterna toni chiari e brillanti a vivacissimi rossi di notevole intensità, creando effetti preziosi e gioiosi ad un tempo.

 

Nel pilone fra la XIX e la XX cappella si trova una memoria del cardinale Carlo Opizzoni, arcivescovo della città durante il periodo napoleonico e morto nel 1855.

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