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Basilica di San Petronio | Assemblea Diocesana 2017
L'assemblea Diocesana è il primo dei due appuntamenti più significativi nell'anno del Congresso Eucaristico Diocesano che si svolgerà in San Petronio.
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ASSEMBLEA DIOCESANA

GIOVEDÌ 8 GIUGNO

dalle 19.30 alle 22.00 nella Basilica di San Petronio

OBIETTIVO E SCELTE DI FONDO

“Chiesa e città degli uomini”

 

La Chiesa di Bologna, raccogliendo quanto emerso nelle prime due tappe del Congresso Eucaristico Diocesano (CED), si mette in dialogo con la città.

Nelle celebrazioni finali offrirà l’eucaristia, la parola e la carità come dono per costruire una città coesa.

Il contenuto dell’incontro/ascolto è rappresentato dalle “evidenze”, che in particolare la prima e la seconda tappa hanno messo in risalto, con riferimento sia ai problemi e alle fatiche che feriscono la vita delle persone sia alle risorse, quali opportunità da cogliere e da sviluppare.

 

L’assemblea intende comunicare la specificità dell’interesse, della cura della Chiesa nei confronti della folla, che è chiamata a guardare con gli occhi di Gesù, dando luce e significato alle sue domande e attese. In qualche modo l’iniziativa riecheggia nell’impostazione il 13 novembre u.s.: il tempo a disposizione impostato “a quadri”.

 

IL PROGRAMMA

Preghiera

 

Due conduttori (uomo e donna) introducono l’assemblea e legano i quadri e le scene, collegandosi al cammino del CED ed evidenziando le ‘parole/domande’ chiave di ogni passaggio.

 

Quadro 1: Meditazione teologico/spirituale sullo ‘stile’ che la Chiesa di Bologna vuole assumere nei confronti della città degli uomini: la comunità dei discepoli fa suoi lo sguardo di Gesù e la compassione come profili caratterizzanti sempre il suo essere e il suo agire.

 

Quadro 2: comunicazione delle risonanze relative ai profili della ‘folla’ che oggi abita la città degli uomini: problemi/questioni e risorse.

Il Consiglio Pastorale Diocesano, a seguito di una riflessione/lezione proposta dal prof. Donati, ha condiviso una categoria di lettura relativa alla condizione dell’uomo di oggi, che fa riferimento alla tensione che ‘si gioca’ tra i due poli esistenziali e culturali della disgregazione e della coesione.

Di questa tensione “disgregazione – coesione” ha scelto alcune declinazioni che segnano intensamente la vita delle persone e della città, lavorandoci sopra:

 

a- nell’esperienza della prossimità (ciò che ferisce e che invece sostiene oggi la vita della persona, che é strutturalmente fatta per la relazione. Cosa è muro e cosa è ponte per relazioni significative, cosa tiene ai margini le persone e cosa le include, che cosa appare legame e invece è laccio o prigione…);

 

b- nella vita sociale (la suggestione dell’educazione/formazione e del lavoro per cogliere quelle opportunità che possono segnare la differenza tra essere autenticamente appartenenti ad una comunità oppure peso e scarto; tra l’essere frantumati dentro, senza un progetto di vita, e la possibilità di progettare futuro per sé e per gli altri assumendo responsabilità; tra rimanere ingabbiati dentro a degli schemi o far fiorire la forma che é l’originalità di ciascuno…);

 

c- nella costruzione di una società plurale (riferimento ad un dato incontrovertibile, e cioè la compresenza nelle città degli uomini di molte nazionalità, che convivono con differenti gradi di inclusione e che sono arrivate anche alle seconde generazioni, con figli nati qui e spesso in situazioni complesse di legame alle tradizioni di origine e di inserimento nella nostra società. Questa compresenza significa pluralità di culture, di tradizioni, di fedi… Ogni appartenenza religiosa poi comporta l’adesione a principi, la pratica di riti e l’assunzione di comportamenti e stili di vita coerenti, che pongono la questione di come realizzare una convivenza in pace, inclusiva di tutti e rispettosa di quel tessuto di diritti e valori che sono davvero universali e indisponibili).

 

Il quadro 2 si articola quindi in 3 scene in corrispondenza di a, b, c, con un’impostazione che si ripete in ciascuna: un video, che attingendo dalla realtà ecclesiale bolognese “racconta” il modo di essere e di fare della Chiesa (immagini e testo di accompagnamento)

 

2 testimoni (ambito ecclesiale, ambito istituzioni/società civile), che esprimono il pensiero/il disegno sotteso alla rispettiva responsabilità di agire in quell’ambito: quindi non solo guai e criticità, ma anche sogni e prospettive.

Le scene si aprono con un VIDEO, il cui obiettivo é far emergere i bisogni della folla, attraverso richieste avanzate alla Chiesa da alcune persone sconosciute e da alcune persone significative per Bologna, sollecitate da una domanda per ogni scena:

 

1) In una società che sembra avere mille possibilità per collegarsi, ma spesso senza relazioni vere e profonde, che provoca solitudine, emarginazione, isolamento, quali sono le attese delle persone e che cosa ti aspetti dalla Chiesa, facendo riferimento alla tua esperienza, al tuo mondo vitale?

 

2) In una società in cui non a tutti sono offerte le stesse opportunità di formazione e di lavoro per poter contribuire da cittadini al bene comune, in cui si è gravemente affievolita la speranza di futuro, quali sono le attese delle persone e che cosa ti aspetti dalla Chiesa, facendo riferimento alla tua esperienza, al tuo mondo vitale?

 

3) Nell’ambito di una società plurale come la nostra (disgregata per la presenza di culture, religioni, tradizioni diverse), quali sono le attese delle persone e che cosa ti aspetti dalla Chiesa, facendo riferimento alla tua esperienza, al tuo mondo vitale?

 

All’inizio e alla conclusione dell’assemblea, tra i quadri e le scene sono previsti pezzi musicali.

L’Arcivescovo Matteo Zuppi prende la parola in conclusione.

Segno simbolico finale da condividere con i partecipanti all’assemblea.

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